2.3.08

Musicassetta USB per i nostalgici dell’audio


Non sappiamo se l'idea sia nuova, ma su un sito inglese abbiamo scovato questo prodotto che permette di nserire una chiavetta USB con brani .mp3 all'interno di una confezione a forma di musicassetta. Potrebbe essere un'idea regalo con la quale omaggiare qualcuno con la propria raccolta di musica preferita. Notare che l'etichetta leggermente piegata sulla musicassetta è così di serie (per dare il senso di autenticità). Il formato è il classico C60. Sono disponibili varianti cromatiche con i tipici colori e le varianti grafiche riprodotte sulle musicassette degli anni '70 e '80. In Inghilterra il costo dell'accessorio è di 20 £ (il prezzo include la chiavetta USB). Al momento il prodotto non è però disponibile.

"Windows Vista è un disastro e Windows Mobile è inusabile: c'è speranza per Microsoft?"

Il virgolettato non è il titolo di un articolo scritto da un folle Mac-fanatico o da un esaltato ammiratore di Linux ma è quanto si chiede l'autorevole Computer World, fonte di news e informazioni sull'Information Technology tra le più influenti del mondo. Nell'ultima settimana si è molto parlato di quello che è stato ribattezzato dalla stampa specializzata "Drivergate", e-mail rese pubbliche e scambiate a suo tempo tra alcuni dirigenti Microsoft nelle quali era discussa l'opportunità di permettere ad alcuni produttori di esporre l'adesivo "Windows Vista Capable", "marchio" che avrebbe dovuto permettere agli utenti l'acquisto di computer con la certezza che essi sarebbero stati in grado di eseguire adeguatamente la nuova versione del sistema operativo.

Dalle e-mail emerge che Microsoft ha a suo tempo "barato", modificando i requisiti minimi richiesti per l'installazione di Vista in modo da incrementare le vendite di PC con CPU Intel di modeste prestazioni e aiutare il produttore di processori ad impressionare gli azionisti e il mondo finanziario di Wall Street. Molti dei PC contrassegnati come "Windows Vista Capable", sarebbero in realtà inadatti a far funzionare il sistema operativo a causa dell'inadeguatezza di CPU, schede video, memoria RAM ed altri componenti.

Mike Elgan, giornalista di Computer World, scrive senza mezzi termini in un suo articolo che "Windows Vista fa schifo" e secondo lui il calo di prezzo del prodotto annunciato da Microsoft in quest'ultimi giorni non servirà a risollevarne le sorti. A detta di ComputerWorld, i problemi principali sono l'incompatibilità di moltissimi driver (e le cose non miglioreranno anche con l'arrivo del tanto atteso Service Pack) e il senso di mancanza di controllo che l'utente ha durante l'utilizzo del sistema. Chi scrive aggiungerebbe la confusione causata dalle troppe versioni disponibili, l'incredibile lentezza (anche su macchine d'ultima generazione) e il fastidiosissimo senso di continua oppressione che si ha durante il normale utilizzo: è continuamente richiesto di riconfermare qualunque cosa (anche una semplice richiesta di stampa); incessantemente si è avvisati di "pericoli" imminenti derivanti dalla mancanza di aggiornamenti del sistema, dell'antispyware incorporato o dell'antivirus di turno, senza contare che molte applicazioni non sono compatibili, altre ancora lo sono solo a patto di essere eseguite in modalità "Amministratore".

Sul fronte dei sistemi operativi per dispositivi portatili, le cose non vanno per niente meglio: Windows Mobile, il sistema che Microsoft propone per la telefonia, soffre di problemi simili a quelli di Vista; secondo l'opinione di Elgan "di per sé non è un pessimo sistema, ma è poco adatto ad essere usato in telefoni e smartphone".

L'articolo di ComputerWorld, continua con varie riflessioni e va giù duro affermando senza mezze parole che Microsoft ha ormai perso l'abilità di creare buoni sistemi operativi a causa della sua "dogmatica insistenza e di un'errata visione che gli fa credere di poter mettere Windows dappertutto, dall'orologio da polso ai supercomputer".

A sostegno della mancanza di visione da parte della casa di Redmond, l'articolista di Computer World cita un'intervista di alcuni giorni addietro a Bill Gates, secondo il quale, entro cinque anni le ricerche su Internet si effettueranno a voce. "Questa", continua Elgan, "è la stessa persona che affermava che Microsoft avrebbe risolto il problema dello spam entro il 2006". A Redmond non hanno mai compreso l'importanza della semplicità, concetto fondamentale dal quale partire per fare spazio a concetti più astratti.

L'interfaccia di Windows Vista appartiene al passato: un nuovo punto di partenza potrebbe essere Surface, il concept di un sistema made in Redmond (il famoso "tavolo multimediale sensibile al tocco" visto e rivisto in tutti i TG italiani) che non ha bisogno di mouse e tastiere in grado di entusiasmare persino Steve Ballmer, attuale CEO di Microsoft.

ComputerWorld avvisa dell'urgenza di avere prodotti con Surface prima possibile poiché: "Apple e altri concorrenti stanno da tempo brevettando gli elementi dei sistemi operativi del futuro oltre a creare già oggi prodotti di successo con interfacce semplici e usabili senza finestre, menu, mouse e pulsanti "Start". Anche nel settore della telefonia Google è scesa in campo con prodotti basati su sistemi semplici e basilari e persino un piccolo produttore taiwanese come Asus è riuscito a costruire un'interfaccia per Linux migliore di quella prevista da Vista per gli UMPC".

24.2.08

FileVault e altri sistemi di cifratura non sono inviolabili

Il metodo migliore per conservare dati in piena sicurezza sul proprio computer consiste nel memorizzare le informazioni in modo cifrato. Apple offre la possibilità di codificare le informazioni della propria cartella home con un metodo denominato "FileVault". Con tale codifica, i dati contenuti nella cartella utente vengono "mescolati" senza un ordine preciso; in questo modo applicazioni e utility non autorizzate non possono accedere ai dati. Usando password alfanumeriche lunghe e sicure, anche se il computer viene rubato e il disco rigido scollegato è improbabile che i dati possano essere decifrati.

Secondo la Princeton University, i metodi di cifratura quali FileVault (di serie con Mac OS X), BitLocker (di serie con Windows Vista) e dm-crypt (usato in ambiente Linux) soffrirebbero tutti di una falla: è stato scoperto, infatti, che la master password dopo essere letta viene memorizzata e conservata nella memoria RAM. Benché sia opinione comune che, una volta spento il computer, la RAM non conservi i dati presenti in memoria, i ricercatori hanno scoperto che se un computer viene riacceso in un tempo breve (da pochi secondi ad un minuto) è ancora possibile leggere molti valori presenti nella memoria volatile.

L'attacco, dunque, consisterebbe semplicemente nel fare il boot da un disco esterno che includa software in grado di esaminare e memorizzare il contenuto dei moduli di memoria. Gli autori della ricerca aggiungono che alcuni PC cancellano il contenuto della memoria RAM in fase di avvio, ma affermano che anche questa misura può essere vanificata raffreddando i chip di memoria e installandoli in un altro computer meno "zelante". Se i moduli di memoria sono raffreddati a dovere, è possibile recuperare il 99,99% dei dati presenti nella memoria volatile, anche dopo 10 minuti (refrigerando i moduli a -50 gradi Celsius).

I ricercatori affermano di aver già avvisato Apple, Microsoft e gli autori di dm-crypt e TrueCrypt ma, secondo loro, al momento poco o nulla è possibile fare. Il metodo migliore consisterebbe nello spegnere il computer e attendere diversi minuti prima di allontanarsi.

Indipendentemente da quanto affermato dai ricercatori, emerge ancora una volta come il problema della conservazione e protezione dei dati sia molto sentito negli USA: leggi molto severe obbligano società a notificare furti e perdite di dati sensibili ai legittimi proprietari. Il furto di un notebook o del disco rigido oltre che un danno è visto come una grave perdita d'immagine per le aziende coinvolte.

14.2.08

Mac che resistono alle fiamme

Ricordate il nostro cliente che aveva portato il suo iBook tenuto vicino, troppo vicino ad alcune candele e che per poco non prendeva fuoco? C'è chi a un Mac ha fatto prendere fuoco seriamente: il povero iMac 20” che vedete nella foto è riuscito a sopravvivere ad un incendio. E’ pieno di macchie, bruciacchiato ed è ingiallito… immaginate lo stupore di chi ha provato ad accenderlo ed ha visto che funziona perfettamente!

10.2.08

Evoluzione dei logo

Li vediamo dappertutto, li riconosciamo, ci identifichiamo con essi... ma vi siete mai chiesti la loro storia? Stiamo parlando dei logo, i marchi distintivi delle aziende piccole e grandi. A questo indirizzo i logo di alcune grandi aziende , la loro evoluzione nel corso del tempo e varie curiosità interessanti...

5.2.08

Apple assume l'ex responsabile della sezione video di Walmart

Apple ha assunto Kevin Swint, il responsabile della divisione digital media di WalMart probabilmente per impiegarlo in qualche ruolo strategico nella divisione che offre film e show televisivi via iTunes.

WalMart, lo ricordiamo, è una delle più grandi multinazionali, prima negli USA per fatturato e numero di dipendenti e proprietaria di un omonima ed estesissima catena di negozi al dettaglio.

Swint ha guidato per qualche tempo il servizio "video downloads" di Walmart e comincerà da subito la propria collaborazione con la casa di Cupertino.

Le future strategie di Walmart nel settore della distribuzione audio/video on-line sono ora poco chiare: l'unica cosa certa è che il 21/12/2007 è stato chiuso il servizio per la distribuzione di film on-line.

L'iTunes Movie Rentals è stato annunciato da Apple nel corso dell'ultimo MacWorld Expo. Steve Jobs, il CEO di Apple, ha dichiarato di voler attivare il servizio a livello internazionale nel corso del 2008.

30.1.08

Come costruire uno stabilizzatore casereccio... con meno di 1 euro!

I movimenti della fotocamera/videocamera durante le fasi di scatto/ripresa sono un difetto tipico dei principianti e causa di frustrazione anche tra gli utenti più esperti. Esistono macchine dotate di stabilizzatori interni che correggono piccole vibrazioni ma se la fotocamera è una di quelle a basso costo, ben difficilmente disporrà di stabilizzatore digitale. Come fare se non ha sia ha mano ferma, un buon treppiede e si ha voglia di scattare in modo sicuro? Internet è una miniera sterminata di trucchi e consigli di tutti i tipi. Abbiamo scovatoun interessante filmato su MetaCafe nel quale viene illustrato come realizzare uno stabilizzatore casereccio, usando soltanto un pezzo di spago, una rondella, una vite. In sostanza basta:

1) prendere un pezzo di spago/filo sufficientemente lungo, in modo che resti teso tra la fotocamera e il proprio piede;
2) legare un capo dello spago ad una vite da avvitare al foro per il treppiede della fotocamera;
3) all'altro capo del filo bisognerà legare una rondella di medie dimensioni.

A questo punto il nostro stabilizzatore è pronto: la rondella collegata allo spago permetterà di tenere fermo e in tensione il filo grazie ad uno dei nostri piedi; l'altro capo con la vite andrà fissato alla fotocamera/videocamera. Il cavo in tensione tra la fotocamera e il piede, permetterà di scattare in modo sicuro, ottenendo un semplice, comodo (sta in tasca!) ed efficace stabilizzatore d’immagine in grado di eliminare perfettamente i movimenti verticali indesiderati. Non vi resta che provare...


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29.1.08

La velocità delle memorie SSD

Sono tutti concordi nell'affermare che i drive SSD installabili nei nuovi MacBook Air e presumibilmente nei nuovi Mac portatili che verranno rilasciati in futuro sono molto veloci e affidabili. Ma quanto sono effettivamente veloci ed affidabili? In un video preparato da Samsung e visibile qui sotto, potete vedere i diversi tempi di avvio, spegnimento e lancio di applicazioni. Due computer identici sono stati messi l'uno affianco all'altro e testati in vari modi (ovviamente su uno è presente un normale disco rigido, nel secondo un disco allo stato solido).

Dal video emergono i vantaggi delle memorie SSD: minore leggerezza, tempi di accesso ridotto (e quindi fasi di boot, avvio applicazioni, lettura dati e spegnimento della macchina velocissimi), maggiore resistenza agli urti, minori rischi di rottura. Nel video non è indicato, ma è risaputo che le memorie SSD sono oltretutto meno rumorose rispetto ai dischi rigidi e consumano in termini energetici notevolmente di meno. Peccato che il costo per bit sia ancora eccessivamente alto: sull'AppleStore il MacBook Air con disco PATA da 80GB costa 1.699,00 euro; per lo stesso modello con disco allo stato solido da 64GB bisogna aggiungere +899,00 euro. Grazie al grande successo che tale tecnologia sta avendo, è facile presagire un rilevante abbattimento dei costi in un futuro prossimo e forse persino la loro presenza come dischi standard in tutti i notebook di prossima generazione.

5.1.08

In Ufficio il grande fratello di Microsoft

Il grande, anzi, grandissimo fratello entra in ufficio. A voler dare vita ad un sistema in grado di monitorare in maniera precisa, puntuale, quasi maniacale, tutto quello che un lavoratore fa mentre si trova impegnato nel suo dovere è Microsoft. L'invenzione viene descritto dal prestigioso InformationWeek secondo cui il sistema, sicuramente molto controverso, ha lo scopo di aiutare i dipendenti a "portare a termine le loro scadenze ed eseguire ciò che si suppone dovrebbero fare".



Il brevetto risulta, in effetti, essere registrato con dovizie di particolari presso l'US Patent & Trademark Office e da quanto si evince si tratterebbe di svariate tecniche che consentono di monitorare le attività degli utenti e offrire aiuto in caso di problemi e collegamenti a risorse informative. Un supervisore può in ogni momento vigilare quanto si sta facendo e fornire - o fare in modo che altri dipendenti possano offrire - indicazioni se si è bloccati durante l' esecuzione di un lavoro. L'applicazione, definita come "monitoraggio-centrica", a detta di Microsoft può essere utilizzata per tutte le attività nelle quali è necessario monitorare il lavoro di gruppo e sarebbe potenzialmente in grado di identificare gli impiegati più o meno bravi, i più lenti, i più veloci, quelli da assegnare ad un altro reparto e anche quelli da licenziare.



Ci pare ovvio sottolineare come un sistema del genere non gioca a favore di nessun lavoratore, senza contare che in molti paesi (compreso il nostro) potrebbe trovare non poche difficoltà di applicazione pratica, a causa delle varie leggi a tutela della privacy che non permettono di spiare i dipendenti.



Per InformationWeek il brevetto di Microsoft non deve essere analizzato solo dal punto di vista negativo, ma offrirebbe anche vantaggi: i lavoratori migliori potrebbero essere meglio pagati, sarebbe facile identificare i futuri leader di un gruppo o premiare chi eccelle in determinati compiti. Il sistema, infine, potrebbe identificare le persone giuste per la risoluzione di determinati compiti; Microsoft nel suo brevetto fa un esempio: un lavoratore che ha bisogno di sostituire il toner di una stampante ma non sa come fare. In un sistema monitorato potrebbe essere subito identificato il cambio del toner e individuata la persona adatta ad aiutare chi non sa come sostituire la cartuccia.
Warner Bros abbandona l'HD DVD e abbraccia il Blu Ray

Warner Bros. Entertainment ha diramato un comunicato stampa nel quale viene indicato che i propri titoli in DVD ad alta defizione saranno dalla fine di quest'anno in poi rilasciati solo ed esclusivamente nel formato Blu-ray.

Fino adesso, il colosso statunitense aveva rilasciato moltissimi titoli sia in formato HD DVD e Blu Ray, per cercare di andare incontro alle esigenze del mercato. Il doppio formato, però, crea confusione tra i consumatori e a detta di Kevin Tsujihara, presidente del Warner Bros. Home Entertainment Group, il vincitore di questo periodo di transizione in cui tutte e due i formati sono stati disponibili sul mercato è il Blu Ray. La notizia è un fulmine a ciel sereno per il consorzio HD DVD ed a detta di molti osservatori è il principio della fine per questo formato.

Il formato HD DVD, lo ricordiamo è quello promosso e sviluppato da Toshiba, Nec, Sanyo e Microsoft. Il Blu Ray è supportato da Sony, Apple, Sharp, Hitachi, Samsung e altre grandi aziende.

2.1.08

iCab 4.0: il browser teutonico si rinnova

iCab è uno storico browser per Mac OS 9.x e Mac OS X, sviluppato incredibilmente da una sola persona. E’ stato per molto tempo decisamente avanti rispetto ai numerosi concorrenti: tanto per dirne una, è stato il primo browser per Mac a superare il famigerato Acid Test (una prova di fedeltà e aderenza agli standard che non tutti i browser riescono a superare), è stato il primo a supportare la modalità “Kiosk mode” (ideale per la fruizione di pagine web in musei o aree e sale riservate al pubblico), ed è stato il primo a supportare gli archivi portatili (un intero sito web può essere memorizzato in un unico file .ZIP).

A partire da questa versione, l’autore ha deciso di abbandonare il supporto al Mac OS classico e si è concentrato solo su Mac OS X. Così facendo è stato possibile riscrivere il programma utilizzando l’ambiente Cocoa anziché Carbon (le API che permettono di sviluppare applicazioni anche per Mac OS 9.x), il risultato è un’applicazione snella, molto più veloce di iCab 3.x e Universal Binary (in grado di funzionare sia sui Mac con CPU PowerPC, sia sui Mac con CPU Intel).

Tra le numerose funzioni che da sempre hanno contraddistinto questo prodotto, ricordiamo: un’ottima gestione dei Preferiti, la toolbar personalizzabile, la funzione di auto-completamento, la gestione dei cookies, il filtro per la gestione dei contenuti, il download manager (è possibile effettuare il download delle pagine web, selezionando il materiale e la “profondità” dei link e visualizzare il contenuto off-line, senza bisogno di essere collegati).

13.12.07


Il font di sistema di Android…

Nelle ultime settimane, si è molto parlato del progetto Android di Google, la piattaforma open per dispositivi mobili basata su API aperte e Java. Tra le tante curiosità che emergono dagli SDK, il font di sistema che sarà utilizzato dalla piattaforma: si tratta della famiglia “Droid” prodotta dalla società americana Ascender (una corporation specializzata in font per dispositivi mobili). La famiglia Droid è composta da Droid Sans, Droid Sans Mono e Droid Serif. Ogni famiglia include un set di caratteri comprensivi del supporto per Europa dell’Est/Ovest, baltico, cirillico, greco e turco. Il font Droid Sans include, inoltre, set per il cinese semplificato e tradizionale, giapponese e coreano.

12.12.07

"I want to hold your hand" (The Beatles) - Revisited

Permettetemi per una volta di parlare di qualcosa di diverso che non sia legata al mondo Mac o PC: ho avuto modo di ascoltare il brano "I want to hold your hand" non nella originale e famosissima versione dei Beatles, ma in quella cantata in "Across the Universe". Il brano è stato rallentato all'inverosimile e il risultato è... straordinario! Purtroppo la qualità audio del video presente su YouTube è pessima... se avete la possibilità ascoltate il brano originale (o meglio, andate a vedere il film!). E' uno dei rari casi, in cui il risultato finale è per certi versi migliore dell'orginale.... Voi che ne dite?

25.11.07

Font corrotti e Leopard

La corruzione della cache dei font è causa di svariati problemi sotto Mac OS X. Un classico, ad esempio, è la comparsa di menu di sistema illegibili o applicazioni (es. Mail) che non visualizzano correttamente i testi. Per Mac OS X 10.3.x e 10.4.x esistono varie utility che permettono di pulire la cache dei font: FontNuke, FontFinagler, Smasher ad esempio. Tutte queste utility, al momento in cui scriviamo, sono incompatibili con Mac OS X 10.5 "Leopard" (nel nuovo sistema, infatti, Apple ha modificato la posizione dei file di cache delle font. Non c'è più un database centralizzato in \Library\Caches\com.apple.ATS, ma sono presenti più cache per ogni singolo utente in private/var).

Come fare, allora, per pulire la cache dei font sotto Leopard? Un primo sistema semplice consiste nell'avviare Mac OS X in "Safe Mode": basta tenere premuto il tasto Shift all'avvio. Nella modalità "Safe Mode", non sono caricate nel sistema componenti quali: SuitCase, FontAgentPro, viene effettuato un check del disco e cancellati alcuni file di cache.

Se anche questo sistema non dovesse funzionare, aprite il Terminale e digitate questo comando (tutto su una sola riga!) presentando MOLTA attenzione a digitare ESATTAMENTE quanto riportato!

sudo atsutil databases -removeuser

Indicate la password di Amministratore e premete Invio: saranno cancellati i file di cache del singolo utente. E' necessario effettuare un logout oppure riavviare il sistema dopo tale comando.

Se volete cancellare i file di cahce di TUTTI gli utenti, digitate:

sudo atsutil databases -remove


Anche in questo caso e' ovviamente necesssario riavviare.

Se quanto sopra indicato non dovesse bastare, passiamo alle maniere forti. Digitate:


sudo rm -rf `lsof | grep com.apple.ATS/annex.aux | grep Finder | cut -c 66-139`


dopo aver premuto invio e digitato la password di Amministratore, digitate (sempre su una sola riga):

sudo rm -rf /private/var/folders/*/*/-Caches-/com.apple.ATS

Indicate di nuovo la password di amministratore, riavviate (sudo shutdown -r now) e verificate che tutto sia tornato a posto. Se così non dovesse essere, rilanciate il Terminale e digitate:

cd `getconf DARWIN_USER_CACHE_DIR`

e poi

open ..

nella finestra del Finder che compare, eliminate (se presenti) le cartelle "Caches", "Tmp" e "TemporaryItems" e riavviate il sistema.

Connessione a server VNC direttamente dal Finder di Mac OS X 10.5 "Leopard"

Tra le caratteristiche del nuovo Mac OS X 10.5 "Leopard", la possibilità di condividere il proprio schermo o visualizzare lo schermo di un altro utente senza bisogno di ricorrere ad applicazioni di terze parti (Vine, VNC Viewer, Chicken of VNC, ecc.). Il bello è che anche se l'altro utente non ha Leopard ma ha un server VNC (esempio: Vine) è possibile effettuare connessioni direttamente dal Finder. Basta portarsi nel menu "Vai", scegliere "Connessione al server" e digitare nel campo "Indirizzo server" l'indirizzo IP del destinatario preceduto dal prefisso: "vnc://" (guardate la foto nell'esempio).

11.11.07

Tutti i prodotti per iPod e iPhone

Per il quarto anno consecutivo, iLounge ha pubblicato una guida gratuita agli accessori per iPod e iPhone. La guida è disponibile in due versioni PDF: una versione per dispositivi portatili e una versione per schermi di almeno 20". Si tratta di ben 132 pagine e consentono di rendersi conto dell'incredibile quantità di prodotti disponibili per i dispositivi di Apple. Sapevate, ad esempio, che esiste una cuffia resistente all'acqua?

27.10.07


Uno sguardo al nuovo Mac OS X 10.5 "Leopard"

E' da un po' di tempo che non scriviamo.... ma, in compenso, stiamo scrivendo alcune cose interessanti (almeno speriamo!) per Macity, come ad esempio la recensione del nuovo Mac OS X 10.5 "Leopard"... L'avete già letta?

9.10.07

Un Mac... divano!

Oggetti realizzati usando vecchi Mac ne esistono un po’ di tutti i tipi: acquari, porta rotoli di carta igienica (!), cucce per cani e gatti, nidi per uccellini, uno spillatore per servire birra… Tra gli ultimi oggetti scovati troviamo ora questo “divano” realizzato usando 20 Mac II. Considerando che al momento del rilascio (1987) il prezzo del Mac II era di ben 5.500$... abbiamo un divano dal valore di oltre 100.000$! Se siete alla ricerca di altri oggetti realizzabili con i vecchi Mac... date uno sguardo a questo indirizzo....

30.9.07


Lo "scotch" ha 75 anni...

Fino a qualche anno fa se andavate in Inghilterra e cercavate in un negozio dello “scotch” vi guardavano in modo strano e poi v’indicavano il pub più vicino. Da qualche tempo la parola “scotch” anche nei paesi anglofili è sinonimo di nastro adesivo trasparente. Non tutti lo sanno, ma quest’invenzione ha 75 anni. Il nastro adesivo così come lo conosciamo nacque nel 1930 da un’idea di un certo Richard Drew che aveva la necessità di sigillare un nuovo (per l’epoca) materiale chiamato “cellophane”. Sul sito della casa produttrice (la 3M) trovate un PDF con 75 possibili cose da fare con lo scotch e una carrellata di alcune storiche pubblicità.